VIIII L' Hermite di Fabio Perpetua

…Energia in contemplazione



…la crisi esistenziale per il passaggio a nuove dinamiche. L’Hermite rappresenta una profonda crisi esistenziale, è una crisi di cambiamento che può ritrovarsi in ogni settore, nel materiale, di coppia, lavorativa, economica, nell’interiore, in generale, ecc…

E chi nel suo percorso di vita non si è trovato mai di fronte a delle crisi?

Le crisi o i momenti difficili non vengono a caso, anzi nulla avviene per caso, per cui quando arrivano dovrebbero essere momenti d’introspezione e di crescita.

Questo concetto lo troviamo splendidamente esposto nel simbolo del Tao e nella teoria Taoista, elemento cardine della M.T.C.

La piccola presenza di colore opposto nel punto della massima espressione energetica (bianca Yang, puntino nero Yin e viceversa) serve per ricordarci che nulla è assoluto, nulla può essere solo ed esclusivamente bello e positivo e nulla può essere solo ed esclusivamente brutto e negativo. Questo principio, riportato nella vita quotidiana è molto importante perché ci insegna a cercare l'aspetto positivo in ogni cosa che noi riteniamo possa essere negativa o viceversa.


Nella tradizione cristiana occidentale c'è un tratto nel Vangelo che illumina questo concetto: mentre Gesù con un suo discepolo camminavano in una zona desertica s'imbatterono in una carcassa di animale. Il discepolo esclamò con aria schifata "che brutta impressione mi fa questa carcassa!" Gesù gli rispose: " Possibile che non riesci a vedere la bellezza e la lucentezza dei suoi denti?".

Non mi sembra che sia il caso di aggiungere altro!!

Nella corsa, specialmente quelle sulle lunghe distanze, di crisi ce ne sono tantissime.

Generalmente sono crisi fisiche dovute e fattori contingentali (poco allenamento pre-gara, cattiva alimentazione pre gara, piccoli infortuni, ecc…).

Ma una volta feci una prova, partii già dolorante all’inguine, alcuni giorni prima di questa gara avevo avvertito questo dolore che comunque scompariva dopo qualche chilometro di corsa, per cui la mattina decisi di partire ugualmente.

Non solo il dolore non mi abbandonò per tutti i 21km della gara, ma fece scattare in me molte considerazioni.

Per onestà intellettuale devo dire, che il dolore rimase costante e non peggiorò durante la gara, ma ebbe la facoltà di farmi mettere in dubbio molte mie certezze.

Per me la parola “ritiro” non rientra normalmente nei miei “vocaboli” conosciuti, ci devono essere veramente ragioni serie per farmi fermare, e questa non la considerai una ragione seria, con il senno di poi mi resi conto quanto avevo rischiato. Forzare un muscolo dolorante per circa due ore poteva portare danni irreversibili e fermare per sempre la mia attività, questa è la foto della gara e il mio viso dice tutto.


Questa riflessione, insieme ad altre considerazioni, mi fece entrare in uno stato di profonda crisi, non mi ero ascoltato, non avevo ascoltato il mio corpo, ero nel profondo Yin, massima espressione nel nero!!!

Il mio puntino bianco in tutto ciò fu che per la prima volta capì l’importanza di “ascoltare” di “fermarsi” e che, cosa più importante di tutto, non dovevo dimostrare niente a nessuno!!!

L’Hermite come figura rappresenta il terapeuta, il Gu-ru (Gu- ru significa portatore di luce) lui in quanto ha una lanterna in mano può rappresentarlo benissimo, in Riflessologia Plantare noi operatori rientriamo in quella fascia di persone che si prendono, in qualche modo, cura dell’altro.

Le nostre crisi esistenziali possono derivare da un Ricevente non soddisfatto del trattamento, da una persona con cui non siamo riusciti a creare la giusta empatia, le possiamo incontrare sempre nel nostro percorso.

Personalmente le considero una benedizione dal cielo, in quanto ci dovrebbero far riflettere di quante difficoltà è composto un percorso di crescita.

Anche quando pensiamo di aver raggiunto alti traguardi e riceviamo molti apprezzamenti dobbiamo conservare la voglia di crescere e l’apertura mentale giusta per gestire momenti di crisi ed incertezze.


Con tutto il dovuto rispetto cito un famoso aneddoto di sua Santità il Dalai Lama.

Lui ama molto confrontarsi con gli uomini di scienza, ed in uno di questi famosi incontri affermò con molta semplicità, e l’umiltà che lo distingue, che se qualcuno di loro riusciva a dimostrare scientificamente l’infondatezza della Legge sulla Reincarnazione, Lui avrebbe riscritto le regole del Buddismo.

Bè…. se Lui è pronto a fare certe cose non vedo perché noi dovremmo avere la presunzione di essere custodi di verità assolute, in riferimento al nostro atteggiamento verso il prossimo!!!

Appreso ciò siamo pronti ad aprire un nuovo ciclo di vita e girare la nostra Roue de Fortune, rappresentato dal prossimo Arcano, il numero 10!!!


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