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Ciclo Depurativo - 14° Capitolo del Libro "Il Percorso Armonia e Benessere"






L’organo principale coinvolto nel processo di depurazione del nostro organismo è il Fegato.

Le funzioni del fegato sono espletate dalle cellule del fegato, gli epatociti. Questa grande ghiandola assolve numerosissime ed importanti funzioni organiche.

E’ il nostro laboratorio chimico.

Tra le sue più importanti mansioni ricordiamo:

- produzione della bile, importantissima per emulsionare

e digerire i grassi, parte viene riversata direttamente nel duodeno, parte viene accumulata nella cistifellea;

- sintetizza alcune proteine essenziali per il nostro ciclo vitale;

- metabolizza e gestisce, quando serve, il glicogeno (il glicogeno è una sostanza complessa formata da molte molecole di glucosio, esso viene prima sintetizzato dal fegato, che ne immagazzina la maggior parte, distribuendone il restante nei muscoli. Quando serve, per esempio durante l’attività fisica, esso viene trasformato di nuovo in zucchero semplice, glucosio appunto, e ridistribuito per essere così utilizzato prontamente dall’organismo, in quanto quello presente nei muscoli si esaurisce velocemente);

- ha la funzione di accumulo e riserva, funge da deposito per numerose sostanze, tra cui la vitamina B12, il ferro e il rame.

- Oltre alla bile, come visto sopra, il fegato produce molte sostanze utili ai processi fisiologici dell’organismo come i fattori di coagulazione I (fibrinogeno), II (trombina), V, VI, IX, X e XI, nonché la proteina C, la proteina S e l'antitrombina;

- nel fegato avviene la sintesi del Colesterolo e dei Trigliceridi. Inoltre demolisce l'emoglobina, creando metaboliti che vengono aggiunti alla bile come pigmenti.

Il fegato rende innocue numerose sostanze tossiche e numerosi farmaci nel processo noto come metabolismo dei farmaci, ed è proprio la disintossicazione, in senso generale, con l’eliminazione di tossine, scorie ed altri elementi nocivi, una delle principali attività del fegato consentendone poi l’eliminazione da parte degli altri organi emuntori (Polmoni, Pelle, Reni, Intestino).



Ricordiamo la più importante di tali azioni disintossicanti: la trasformazione dell'ammoniaca presente nel sangue (sostanza tossica derivata dalle proteine) in una sostanza tollerabile a concentrazioni più alte, l'urea. L'urea viene poi reimmessa nel flusso sanguigno. Attualmente non esiste un organo artificiale capace di espletare tutte queste incredibili funzioni. Molto spesso però con i nostri comportamenti tendiamo a maltrattarlo: alimentazione scorretta e sbilanciata, l’utilizzo a volte “leggero” di farmaci senza un adeguato controllo medico, l’uso eccessivo di sostanze tossiche come alcool e fumo, un sistema di vita poco sano, la poca se non addirittura assente attività fisica e per finire la possibilità di contrarre malattie batteriche e virali.

Tutto questo porta ad un notevole affaticamento dell’organo con il conseguente squilibrio delle sue importanti funzioni. Le conseguenze, vista l’importanza dell’organo, sono molto pericolose; in termini tecnici si parla di “insufficienza epatica”, quante volte abbiamo sentito questa affermazione! Da qui nasce l’esigenza di “coccolare” un po’ il nostro fegato!

I nostri due cicli annuali di disintossicazione ci garantiscono una giusta attenzione verso questo organo, in più coadiuvato da tutte le altre attività del percorso.

I sintomi che caratterizzano l’insorgenza dell’insufficienza epatica sono:

bocca amara, sonnolenza dopo i pasti, alito pesante, digestione lenta, emicranie postprandiale, stipsi, flautolenza, eczemi, pelle opaca, forfora, possono presentarsi variazioni dell’umore, insonnia, irritabilità, addirittura un lieve principio di depressione.

Non a caso, la Medicina Tradizionale Cinese lega l’Organo Fegato al sentimento della Rabbia.

Dato per scontato che per migliorare la funzionalità epatica dobbiamo agire sul nostro sistema di vita, vediamo come è possibile intervenire a livello fitoterapico. Le piante officinali più utilizzate a questo scopo sono: Tarassaco, Carciofo, Bardana, Betulla, Cardo Mariano, Rosmarino, Ortica, Cicoria e Genziana.

Prima di analizzare brevemente le singole caratteristiche delle piante, ritengo opportuno fare alcune precisazioni molto importanti non solo per il ciclo depurativo ma anche per gli altri cicli erboristici presenti nel nostro programma.

In commercio esistono molti composti e sciroppi già pronti, con diversi ingredienti secondo la

funzione da svolgere.

Personalmente preferisco l’assunzione del singolo rimedio erboristico.

Il motivo è molto semplice: non tutte le erbe funzionano allo stesso modo con tutti, per cui sarà interessante scoprire quale erba specifica, in base al problema da affrontare, risulterà più efficace e più in armonia con il nostro organismo. Questo è un mio pensiero assolutamente non vincolante sul percorso da svolgere, nel senso che se preferite composti e sciroppi già pronti va benissimo lo stesso!

Per motivi pratici personalmente consiglio l’uso di tavolette, anziché tinture madri e tisane. Le tinture madri vanno diluite, quindi necessitano di acqua e un piccolo recipiente per la diluizione, strumenti che a volte possono non essere immediatamente a portata di mano. Antica cerimonia del tè giapponese

Ciò può generare stress o addirittura dimenticanza.

Le tisane, così come gli infusi e i decotti, hanno bisogno di “tempo” sia per la preparazione sia per l’assunzione, la stragrande maggioranza delle persone purtroppo non ha “tempo”, quindi anche questo può generare stress e dimenticanze. E’ molto importante fare una precisazione: come “azione” benefica verso il nostro organismo ritengo le preparazioni di infusi, decotti e tisane molto più efficaci della fredda assunzione di una tavoletta, non tanto per l’efficacia dell’azione fitoterapica quanto per l’atteggiamento psicologico verso l’azione di benessere diretta al nostro organismo. Per rendere più chiaro questo concetto mi permetto di paragonare la preparazione di una tisana all’antica cerimonia di preparazione del tè in oriente.

Il paese più famoso per questa cerimonia è senza dubbio il Giappone. Purtroppo non ho avuto l’onore di assistere a questa cerimonia, alcuni film famosi mostrano fugacemente alcune sequenze, non sufficienti però a rendere l’idea. In Cina ho assistito alla preparazione rituale del tè, sicuramente meno enfatizzata e più breve di quella giapponese, comunque ricca e capace di mandare il giusto messaggio: tutto quello che ruota intorno alla preparazione del tè, l’ambiente circostante, l’abbigliamento dell’operatore, la lenta deglutizione dell’infuso e la sua degustazione, fanno parte di un processo meditativo teso a ridare calma, equilibrio e benessere a chiunque partecipi alla cerimonia. Una sorta di seduta meditativa dinamica comune, che rende i singoli partecipanti coinvolti attivamente nel processo di rilassamento e di ricerca di pace interiore.

Tornando al nostro infuso casalingo ritengo che, se l’atteggiamento psicologico durante questa preparazione fosse rivolto positivamente verso noi stessi, cercando un giusto rilassamento, con l’intenzione di “staccare la spina” da tutti i problemi almeno per pochi minuti, l’efficacia del nostro infuso sarebbe sicuramente migliore. E’ chiaro che per fare ciò occorre il “tempo” di cui parlavamo sopra… mezz’ora?... un’ora?... non so! Questo tipo di “tempo” non è quantificabile, è molto soggettivo, dipende un po’ dalle abitudini, dal tipo di vita, comunque ognuno ha il suo percorso.

Il mio era soltanto un concetto, non necessariamente un invito.

Tornando a parlare di erbe citiamo quella che è considerata la più efficace contro “l’insufficienza epatica”: il Tarassaco. Molte sono le sue proprietà benefiche, tanto che lo stesso nome “Tarassaco” deriva dal greco “Tarasso” che significa “guarisco”. Le parti utilizzate della pianta sono le foglie e la radice, esse contengono dei principi Amari a cui si devono le proprietà: diuretiche (aumento della secrezione dell’urina), coleretiche (favoriscono le secrezioni del Fegato), eupeptico (stimolano la secrezione dei succhi gastrici, eccitano l’appetito e facilitano la digestione). Quindi il Tarassaco promuove l’attività del Fegato e della Colecisti, fluidifica la bile densa ed è ottimo in caso di “sabbia biliare”, favorisce le funzioni digestive e intestinali, migliora l’attività renale con l’aumento della diuresi, facilitando l’eliminazione di tossine e sostanze di rifiuto dell’organismo, e quindi una diminuzione della ritenzione idrica. Importante è anche il suo contributo a livello pancreatico; uno dei suoi principi attivi, la colecistochina, aumenta la secrezione del succo pancreatico migliorando quindi il processo digestivo. Infine aumenta la motilità intestinale per l’azione sulla muscolatura liscia dell’intestino migliorandone la

funzionalità. Un’altra pianta molto importante è il Carciofo. Parola di derivazione araba, Kerschooff, largo è anche il suo uso culinario. La Cinadrina è il principio attivo più importante del Carciofo ed è contenuto nelle foglie. Le proprietà principali di queste foglie sono quelle Coleretiche e Colagoghe (che stimolano la secrezione della bile); è stato dimostrato un aumento del flusso della bile pari al 90% rispetto ai valori basali, e questo anche protratto nel tempo con effetti benefici in caso di bile densa, sabbia biliare e contro la tendenza alla formazione di calcoli alla cistifellea. I composti flavonoidi e i sali minerali, come potassio e magnesio, di cui il Carciofo è ricco, favoriscono la Diuresi, facilitando così la funzione depuratrice renale.

Queste proprietà influiscono anche nel ricambio del Colesterolo (particolare acido grasso in parte assunto con l’alimentazione e in parte prodotto dal Fegato stesso) e dei Trigliceridi (simili al Colesterolo), tenendone bassi i valori, a vantaggio del sistema cardio-circolatorio. Il Carciofo ha anche un’importante funzione Epatoprotettiva (protegge le cellule epatiche), sempre per la presenza della Cinadrina, che inoltre stimola le funzioni secretive e motorie dell’intestino favorendo la peristalsi. Il Cardo Mariano è un’altra nostra fedele alleata contro “l’insufficienza epatica”. E’ bene usarla in presenza di una lesione dell’epatocita (cellula del Fegato), per la sua spiccata proprietà epatoprotettiva maggiore addirittura del Carciofo.


Anche il Cardo Mariano ha proprietà simili al Carciofo, la preferenza tra le due cade sul tipo d’azione che vogliamo svolgere.

L’azione di ogni singola erba può essere più o meno efficace in quanto ognuno di noi rappresenta un piccolo universo che determina risposte differenti. Inoltre ogni tipo di erba ha qualcosa che la caratterizza, per esempio troviamo nella Bardana un effetto depurativo (leggero disintossicante che tende a favorire l’espulsione dall’organismo, attraverso il sudore e l’urina, delle sostanze nocive) soprattutto a livello della pelle. Ottime comunque per le loro proprietà diuretiche, depurative, colagoghe, coleretiche, stomachiche (che giova allo Stomaco e favorisce la digestione), epatoprotettive, sono anche l’Ortica, il Rosmarino, la Cicoria e la Genziana che risulta essere la pianta eupeptica più amara finora conosciuta.

Infine un breve accenno alla posologia, il numero di tavolette può variare in funzione della quantità di principio attivo (che varia in base alle diverse case erboristiche ma di cui si trova indicazione sulla confezione) e al peso della persona, si va dalle tre tavolette per un peso medio a quattro per un peso superiore agli 80 kg, è preferibile assumerle prima dei pasti principali, in virtù di tutte le proprietà sopra citate.

Buona depurazione!





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