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Riflessologia plantare

La Riflessologia è “un’arte gentile”. Come operatore del settore mi piace iniziare  la descrizione della Riflessologia Plantare con questa definizione.Trattandosi di una forma di trattamento il termine “arte” è decisamente appropriato. I trattamenti, qualunque essi siano, racchiudono in se i principi legati al concetto di “arte”.

Il rapporto che si crea tra operatore e ricevente può essere felicemente paragonato al rapporto che c’è tra l’artista è l’osservatore. La sinergia, lo scambio di emozioni, l’atmosfera che un bravo operatore olistico deve saper creare, sono tutti elementi fondamentali e indispensabili per la riuscita del trattamento stesso. “Gentile” perché trattandosi di un trattamento che interessa solo la zona dal ginocchio in giù risulta essere più “discreto” meno “invasivo” ed ancora più morbido di un trattamento esteso su tutto il corpo. Con questo però non meno efficace. Anzi, con la Riflessologia Plantare  si vanno a stimolare tutti i singoli organi e tutti gli apparati connessi agli organi trattati. I principi di azione sono molto semplici: nel nostro corpo esistono molte “mappe”.

Esistono cioè delle “zone di riflesso” in cui è rappresentato l’intero organismo, e dove è possibile intervenire  con massaggi e trattamenti che possono andare a stimolare o sedare organi ed apparati connessi, legati alla “zona di riflesso” presa in considerazione.

Toccando un punto preciso sotto la pianta del piede si ha l’accesso all’organo corrispondente a quel preciso punto e a nessun altro organo.  Secondo poi il tipo di trattamento che si effettua sul punto si può “stimolare “ o “sedare” l’organo preso in considerazione. Per esempio sulla pianta del piede destro nella zona subito sotto il quarto ed il quinto dito (considerando l’alluce come primo dito) c’è la “zona di riflesso” del Fegato. Se dall’anamnesi fatta prima del trattamento fosse stato evidenziato un fegato “pigro”, cioè in deficit energetico, in questa zona verrà effettuato un trattamento con una tecnica atta a “stimolare” l’organo corrispondente, viceversa se l’organo fosse in eccesso di energia verrà usato un  trattamento atto a “sedare”, cioè che “disperde” l’energia in eccesso.

Il tutto con lo scopo di riequilibrare l’intero ciclo energetico del ricevente.

Vi siete mai domandati quale fosse il segreto per cui una tecnica, un rimedio, un tipo di medicina resiste nei secoli e viene tramandato/a?

La risposta è semplicissima: perché funziona!

Questo è il segreto della Riflessologia Plantare.

A prescindere da quale sia il motivo reale, scientifico e razionale sul suo funzionamento, noi constatiamo che  se si trattano i piedi seguendo un percorso, una sequenza ed una procedura, anche con  delle  leggere variazioni secondo le scuole di provenienza, si mantiene un principio comune ed inalterato da più di 3.000 anni!!